sabato, Giugno 6, 2020
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Professionisti

Indennità mensile di 600 euro anche per i geometri professionisti

Il Governo ha subìto il pressing della Categoria, firmato il decreto che assegna il bonus di 600 euro per il mese di marzo anche ai professionisti iscritti alle casse di previdenza privata, come i Geometri. Come richiedere l'indennità?

Indennità mensile di 600 euro anche per i geometri professionisti
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Il Governo ha subìto il pressing della Categoria. Il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Nunzia Catalfo, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, ha firmato il decreto interministeriale che assegna il bonus di 600 euro per il mese di marzo anche ai professionisti iscritti alle casse di previdenza privata, come i Geometri

Le domande andranno inoltrate alla Cassa Geometri, che da lunedì 30 marzo 2020 renderà disponibile il modulo da usare e l’indirizzo PEC a cui inviare la richiesta, unitamente a ogni altra informazione necessaria.

Il decreto stabilisce che questo importo sarà riconosciuto ai professionisti che:

  • abbiano percepito, nell’anno di imposta 2018, un reddito complessivo non superiore a 35mila euro;
  • sempre nell’anno di imposta 2018, abbiano percepito un reddito complessivo compreso tra 35mila e 50mila euro e abbiano – sempre a causa del virus COVID-19 – cessato, ridotto o sospeso la loro attività autonoma o libero-professionale di almeno il 33% nel primo trimestre 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019.

Come reso noto nelle scorse settimane, l’azione continua e pressante della Categoria verso le Istituzioni, in sinergia con la Rete Professioni Tecniche e il Comitato Unitario Professioni, unitamente all’impegno senza sosta della Cassa Geometri e degli altri enti previdenziali riuniti nell’Adepp, hanno permesso il raggiungimento di questo importante risultato.

L’estensione dell’indennità mensile, con una lettera era stata immediatamente sottoposta all’attenzione del Premier Giuseppe Conte dal Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati che – per questa ‘esclusione’ dal decreto “Cura Italia” – ha subito scelto di fare fronte comune insieme agli altri 21 rappresentanti delle professioni ordinistiche.

Una posizione che il Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli aveva vibratamente ribadito nella sua comunicazione massiva inoltrata lo scorso 20 marzo agli iscritti, la terza dall’inizio della fase emergenziale: “è importante che queste proposte vengano fatte unitariamente dagli organismi di rappresentanza collettiva – ha sottolineato – andare assieme è l’unica modalità di interlocuzione che può realmente dimostrarsi efficace e risolutiva, in una fase in cui ad essere colpiti non sono i singoli, bensì i professionisti tutti, punto di riferimento per lo sviluppo del Paese”.

I fatti oggi gli hanno dato ragione.

“Non ci fermeremo davvero qui – ha precisato il Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli – ora proseguiremo nell’azione di confronto con il Governo per vedere riconosciute le esigenze dei Colleghi con redditi superiori, adottando misure diverse che incidano sulla fiscalità, anche con crediti di imposta e che possano ampliare la platea dei professionisti possibili fruitori dell’azione dello Stato”.

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