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Geometri, parcelle e cartelle fiscali: quando la PA potrà trattenere il compenso?

Dal 15 giugno 2026 i pagamenti pubblici ai geometri saranno preceduti da nuove verifiche fiscali: la trattenuta scatterà solo con debiti iscritti a ruolo da almeno 5.000 euro.

Geometri, parcelle e cartelle fiscali: quando la PA potrà trattenere il compenso?
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Una parcella attesa dopo un incarico per il Comune, una pratica catastale conclusa, un rilievo tecnico consegnato o una consulenza già liquidabile. Dal 15 giugno 2026, per i geometri che lavorano con la Pubblica Amministrazione, il pagamento del compenso potrà passare da una verifica fiscale preventiva. L’ente dovrà controllare l’eventuale presenza di cartelle esattoriali pendenti, ma non ogni debito porterà alla trattenuta della parcella.

  1. Perché la novità riguarda da vicino i geometri
  2. L’articolo 48-bis del DPR 602/1973
  3. Dal 15 giugno 2026 controlli anche sulle parcelle più basse
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Dal 15 giugno 2026 i pagamenti pubblici ai geometri saranno preceduti da nuove verifiche fiscali: la trattenuta scatterà solo con debiti iscritti a ruolo da almeno 5.000 euro.

Il punto decisivo è la soglia dei 5.000 euro. La Pubblica Amministrazione potrà trattenere parte del compenso solo quando il geometra risulta debitore, nei confronti dell’agente della riscossione, per un importo complessivo almeno pari a questa cifra. Se il debito fiscale resta sotto tale limite, la parcella dovrà essere liquidata senza decurtazioni legate alla procedura di verifica.

Perché la novità riguarda da vicino i geometri

Per i geometri liberi professionisti, la misura ha un impatto concreto. Molti studi tecnici collaborano con Comuni, enti locali, amministrazioni pubbliche e società partecipate per attività di rilievo, frazionamento, accatastamento, direzione lavori, computo metrico, coordinamento della sicurezza, verifica dello stato degli immobili, supporto agli uffici tecnici comunali e consulenze sulla gestione del patrimonio edilizio pubblico. Si tratta di incarichi spesso diversi per importo e durata, talvolta anche contenuti dal punto di vista economico, ma rilevanti per la continuità finanziaria di uno studio professionale.

L’articolo 48-bis del DPR 602/1973

La disciplina rientra nel quadro dell’articolo 48-bis del DPR 602/1973, che permette alle amministrazioni pubbliche di verificare, prima di effettuare determinati pagamenti, se il beneficiario risulta inadempiente rispetto a una o più cartelle di pagamento.

Lo strumento utilizzato dagli enti è il servizio “Verifica inadempimenti” dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, attraverso il quale la PA controlla la presenza di eventuali debiti iscritti a ruolo.

Dal 15 giugno 2026 controlli anche sulle parcelle più basse

La novità del 2026 riguarda l’estensione della procedura anche ai compensi professionali di importo più basso. Secondo la circolare del Ministero della Giustizia del 17 marzo 2026, le disposizioni dell’articolo 48-bis si applicano, dal 15 giugno 2026, anche ai pagamenti di importo fino a 5.000 euro.

Verifica fiscale non significa trattenuta automatica

Il controllo non comporta automaticamente il taglio della parcella. La verifica fiscale può essere effettuata dalla PA, ma la trattenuta del compenso richiede una condizione precisa: il debito fiscale complessivo del professionista deve raggiungere almeno 5.000 euro.

È questo il correttivo più rilevante introdotto con il DL Fiscale 38/2026, convertito nella Legge 88/2026. La modifica ha evitato che il meccanismo potesse applicarsi anche per pendenze fiscali di importo minimo.

Cosa succede se il geometra ha cartelle pendenti

Facciamo un esempio semplice. Un geometra attende il saldo di una parcella da un Comune. Se dalla verifica non emergono cartelle pendenti pari o superiori a 5.000 euro, il pagamento potrà procedere regolarmente.

Se invece risultano debiti iscritti a ruolo almeno pari a quella soglia, l’amministrazione dovrà bloccare la parte necessaria a soddisfare il credito pubblico e versarla all’agente della riscossione. Al professionista sarà corrisposto soltanto l’eventuale importo residuo.

Esempi pratici per studi tecnici

Uno studio tecnico deve incassare 3.800 euro per un rilievo o una pratica catastale e ha una cartella da 900 euro. In questo caso la trattenuta non dovrebbe scattare, perché il debito non raggiunge la soglia prevista.

Diverso il caso di un geometra con più cartelle per un totale di 6.200 euro. In questa situazione, il pagamento della PA potrà essere intercettato nei limiti necessari a coprire l’esposizione debitoria.

Conta il debito complessivo, non la singola cartella

La soglia dei 5.000 euro va letta come importo complessivo. Non rileva soltanto il valore della singola cartella, ma l’insieme dei debiti iscritti a ruolo riferiti al beneficiario del pagamento.

L’impatto sui tempi di incasso degli incarichi pubblici

Per i geometri, il tema non è solo fiscale. È anche gestionale. I compensi per incarichi pubblici spesso arrivano dopo procedure lunghe: determina di affidamento, consegna della prestazione, verifica della documentazione, emissione della fattura, determina di liquidazione e successivi passaggi contabili. L’aggiunta di un controllo sulle cartelle fiscali può incidere sui tempi di incasso, soprattutto quando dalla verifica emerge una posizione debitoria rilevante.

Cosa controllare prima di emettere fattura?

Chi lavora stabilmente con Comuni, enti locali, amministrazioni pubbliche e società partecipate dovrà prestare maggiore attenzione alla propria posizione con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Prima di emettere una fattura o di sollecitare il pagamento di parcelle arretrate, può essere utile verificare la presenza di cartelle pendenti, rateizzazioni non rispettate o carichi fiscali non ancora definiti.

Nessun blocco indiscriminato dei compensi

La misura non introduce un blocco automatico dei pagamenti. Un geometra con una piccola cartella pendente non dovrebbe vedersi ridurre la parcella. Diverso è il caso di un debito fiscale più consistente: quando l’importo complessivo raggiunge o supera i 5.000 euro, la PA potrà intervenire sul pagamento e destinare le somme dovute al recupero del credito pubblico.

Una gestione più attenta delle cartelle fiscali

Dal 15 giugno 2026, le parcelle dei geometri pagate dalla PA potranno essere sottoposte a verifica fiscale preventiva. La trattenuta del compenso, però, scatterà solo in presenza di debiti iscritti a ruolo pari almeno a 5.000 euro. Una soglia che limita gli effetti più penalizzanti della norma, ma rende indispensabile una gestione più attenta della propria posizione con il fisco.

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