martedì, Ottobre 20, 2026
0 Carrello
Attualità

Intelligenza artificiale e geometri. Cosa cambia con il decreto legislativo 179/2026

Formazione continua, responsabilità professionale e uso consapevole degli strumenti: il nuovo decreto introduce disposizioni che interessano i geometri e l’organizzazione quotidiana degli studi tecnici in Italia.

Intelligenza artificiale e geometri. Cosa cambia con il decreto legislativo 179/2026
29Visite

L’intelligenza artificiale nella professione del geometra entra nel quadro della formazione iniziale e continua. Il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’8 ottobre ed efficace dal 23 ottobre 2026, prevede percorsi dedicati alle competenze tecniche, giuridiche e deontologiche necessarie per utilizzare questi sistemi. Per i professionisti dell’area tecnica, il cambiamento riguarda tanto l’aggiornamento quanto la capacità di valutare gli strumenti impiegati nello studio.

Formazione continua, responsabilità professionale e uso consapevole degli strumenti: il nuovo decreto introduce disposizioni che interessano i geometri e l’organizzazione quotidiana degli studi tecnici in Italia.

Il provvedimento adegua la normativa nazionale all’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. Accanto alle disposizioni sui controlli e sulle autorità competenti, introduce misure che coinvolgono professioni, scuola, pubblica amministrazione e lavoro. Per i geometri liberi professionisti, il riferimento centrale è l’articolo 47, dedicato alla formazione delle categorie ordinistiche.

Formazione sull’intelligenza artificiale, cosa prevede il decreto per i geometri

L’articolo 47 stabilisce che i corsi di formazione professionale iniziale e continua svolti dagli ordini professionali includano percorsi di alfabetizzazione e formazione all’uso dell’IA. La disposizione interessa quindi anche il sistema di aggiornamento dei geometri e geometri laureati.

Il decreto individua tre ambiti: funzionamento degli strumenti, disciplina giuridica e responsabilità deontologica. La preparazione dovrà consentire al professionista di comprendere le potenzialità dei sistemi, riconoscerne i limiti e impiegarli tenendo conto delle caratteristiche della propria attività.

Per uno studio tecnico, questa impostazione ha una conseguenza concreta: imparare a formulare una richiesta a un software costituisce soltanto una parte della preparazione. Occorre anche saper valutare la risposta, individuare eventuali errori e capire quali informazioni richiedano una verifica su documenti e fonti attendibili.

Quante ore di formazione IA dovranno svolgere i geometri?

Il decreto prevede un monte ore minimo per ciascun periodo di valutazione della formazione continua, ma non stabilisce direttamente un numero di ore o di crediti formativi uguale per tutte le professioni.

Contenuti, modalità di erogazione e periodicità saranno definiti attraverso le disposizioni delle rispettive categorie. I consigli nazionali degli ordini e dei collegi, o gli organismi competenti, dovranno adeguare i regolamenti o gli atti organizzativi entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto.

Per i geometri, sarà quindi necessario fare riferimento agli atti adottati dagli organismi della categoria per conoscere l’articolazione dei percorsi e il loro inserimento nella formazione professionale. Dal testo del decreto, da solo, non si può ricavare un numero preciso di CFP sull’intelligenza artificiale già assegnato alla categoria.

Cosa dovranno insegnare i corsi per gli studi tecnici

La componente tecnica della formazione comprende il funzionamento dei sistemi di IA, le tecniche di interrogazione e istruzione, le applicazioni possibili e i limiti nel settore professionale di riferimento.

Nel lavoro del geometra, questi contenuti possono essere tradotti in esercitazioni sulla preparazione di bozze, sull’organizzazione delle informazioni e sul confronto tra documenti. Si tratta di possibili applicazioni formative, da valutare in base alle caratteristiche degli strumenti e dei singoli incarichi.

Un’attività utile, per esempio, può consistere nel confrontare una sintesi generata dall’IA con il documento originale, verificando omissioni, dati numerici e riferimenti. Un’altra può riguardare la revisione di una bozza di relazione, distinguendo gli interventi sulla chiarezza espositiva dalle valutazioni tecniche che richiedono l’esame del professionista.

La parte giuridica dovrà affrontare l’AI Act e la normativa nazionale. Quella deontologica riguarderà invece le responsabilità del professionista, gli obblighi informativi verso il cliente e il principio secondo cui l’impiego della tecnologia deve mantenere al centro la persona.

Relazioni tecniche, pratiche e documenti

Per un geometra, la qualità di un contenuto dipende dalla sua corrispondenza ai documenti dell’incarico e alle condizioni effettivamente accertate. Un testo scorrevole, da solo, non dimostra la correttezza di una ricostruzione tecnica.

Nell’impiego dell’IA generativa, la verifica professionale assume quindi particolare rilievo quando una risposta contiene riferimenti normativi, calcoli, descrizioni degli immobili o indicazioni procedurali. Questi elementi devono essere confrontati con le fonti pertinenti e con la documentazione disponibile.

È una ricaduta operativa dell’impostazione del decreto: la formazione deve fornire gli strumenti per comprendere anche i limiti dell’IA, evitando che la facilità con cui viene prodotto un elaborato riduca l’attenzione sul suo contenuto.

Il provvedimento non introduce una disciplina specifica per ciascuna pratica catastale, edilizia o estimativa. Definisce piuttosto un quadro di competenze e responsabilità entro cui collocare l’utilizzo professionale della tecnologia.

Dati dei clienti e documentazione dello studio

L’adozione di un sistema di intelligenza artificiale richiede attenzione alle informazioni trattate. Negli studi dei geometri possono circolare dati personali, planimetrie, atti, documentazione patrimoniale e informazioni riservate relative agli incarichi.

Sul piano organizzativo, prima di caricare documenti in una piattaforma è opportuno verificarne le condizioni di utilizzo, le modalità di trattamento dei dati e le impostazioni disponibili. Sono valutazioni da collegare agli obblighi applicabili allo studio e alla natura delle informazioni.

Anche per questo, la formazione prevista dal decreto comprende i profili giuridici e deontologici. La scelta dello strumento e dei dati da condividere fa parte della gestione dell’incarico, insieme alla verifica degli elaborati prodotti.

Geometri dipendenti

Il decreto interessa anche i geometri dipendenti di imprese, società e studi professionali. L’articolo 41 interviene sulle decisioni concernenti il rapporto di lavoro assunte con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.

Le decisioni finali sulla costituzione, modifica o risoluzione del rapporto, comprese le valutazioni delle prestazioni e i provvedimenti disciplinari, devono essere riservate a una persona fisica con un potere effettivo e autonomo. Il consenso del lavoratore non costituisce un’eccezione al divieto previsto dalla disposizione.

Il testo distingue però le attività di ricerca e selezione delle candidature, anche quando comportano l’esclusione dalle fasi successive, dalle decisioni finali relative alla costituzione del rapporto. Questa precisazione va considerata per comprendere l’effettivo perimetro della norma.

Il lavoratore può inoltre chiedere una motivazione intelligibile della decisione, attraverso l’intervento di una persona, con indicazione del contributo dell’IA e dei principali parametri considerati. Il decreto prevede la nullità del licenziamento e delle altre decisioni adottate in violazione del divieto stabilito dal primo comma.

Intelligenza artificiale e sicurezza sul lavoro

Un ulteriore ambito di interesse per i geometri che operano nella sicurezza sul lavoro è l’articolo 42.

La disposizione stabilisce che l’impiego di sistemi di IA debba essere considerato nella valutazione dei rischi quando incide sull’organizzazione del lavoro, sui ritmi produttivi, sulle modalità di esecuzione della prestazione o sui processi decisionali rilevanti per la sicurezza.

I datori di lavoro devono inoltre assicurare un’adeguata informazione e formazione dei lavoratori sui rischi specifici connessi a questi sistemi e sulle misure di prevenzione e protezione adottate.

Per il tecnico incaricato, il punto da esaminare sarà dunque l’effettiva incidenza dello strumento sul contesto lavorativo. La presenza di una tecnologia basata sull’IA dovrà essere valutata in relazione alle funzioni svolte e ai suoi effetti sull’attività.

Controlli e sanzioni

Il decreto distribuisce le funzioni di controllo tra più soggetti. All’AgID spetta il ruolo di autorità nazionale di notifica per gli organismi di valutazione della conformità; l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale esercita la vigilanza del mercato sui sistemi di IA, secondo le competenze previste dal testo.

Sono inoltre individuati compiti specifici per Banca d’Italia, Consob, Ivass e Garante per la protezione dei dati personali.

Il sistema sanzionatorio distingue le diverse violazioni. I massimali più elevati, fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale annuo, riguardano la violazione dei divieti sulle pratiche individuate dall’AI Act. Non sono importi applicabili automaticamente a ogni errore commesso utilizzando un assistente digitale.

Per lo studio professionale, la valutazione degli obblighi dipende dal ruolo assunto nell’utilizzo del sistema, dalle sue caratteristiche e dalle attività effettivamente svolte.

Cosa possono fare ora i geometri

In attesa degli atti di attuazione della categoria, gli studi possono iniziare a individuare quali strumenti di IA utilizzano, per quali attività e con quali dati. È un primo passaggio utile per scegliere una formazione coerente con il lavoro quotidiano.

Sul piano operativo, conviene definire chi verifica i contenuti generati, quali documenti possono essere condivisi con le piattaforme e quali controlli devono precedere l’impiego di una risposta in un elaborato professionale.

Per i geometri, la novità del decreto sta nell’inserimento di queste competenze dentro la formazione professionale strutturata. Le successive disposizioni della categoria dovranno tradurre il quadro normativo in percorsi, contenuti e modalità di aggiornamento applicabili agli studi tecnici.

Sei un geometra? La tua professione richiede un aggiornamento continuo?

Unione Professionisti ti dà la possibilità di progettare e completare da solo il tuo percorso di studi, proponendoti tutti i suoi corsi, sviluppati in modalità FAD asincrona, accreditati presso il CNGeGL.

X

Per leggere l'articolo, accedi o registrati

Non hai un account? Registrati!
X

Per leggere l'articolo, lascia la tua email

Oppure accedi