giovedì, Ottobre 29, 2020
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Professionisti

Volontari e Geometri senza frontiere: ecco chi sono (e quanto guadagnano) i professionisti tecnici del volontariato

Geometri senza frontiere. Scopri come e perché il volontariato e le organizzazione non governative possono essere una buona opportunità professionale anche per i geometri italiani.

Volontari e Geometri senza frontiere: chi sono e cosa fanno
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Medici, architetti, professionisti tecnici e sopratutto Geometri senza frontiere. Sono solo alcune delle professioni che le organizzazione di non governative e gli enti di volontariato ricercano con maggiore frequenza.

Certo, per ritagliarsi una posizione nel settore, non bisogna essere un amante dello studio di progettazione dietro casa, spesso infatti, in sede di colloquio vengono analizzate competenze e skil professionali trasversali.

Una forte motivazione, ottima conoscenza delle lingue straniere e un curriculum di viaggi ed esperienze lavorative denso di contenuti sono requisiti quasi indispensabili per candidarsi a lavorare nel terzo settore, in particolare per quelle missioni che operano nel (cosiddetto) terzo mondo.

Geometri senza frontiere. Come si è passati dal lavoro sicuro nello studio dietro casa alla possibilità di crearsi una carriera nel mondo del volontariato?

Per quale motivo sempre più professionisti si avvicinano al mondo del terzo settore? Quali sono le motivazioni che convincono sempre più geometri a lasciare l’Italia e diventare dei geometri senza frontiere?.

Sicuramente la crisi del mercato del lavoro che si vive in Italia è una motivazione più che valida per spingere tante persone a prendere in considerazione una lavoro alla dipendenze di una ONG.

Ma, come dichiarato da diversi responsabili di associazioni non governative, il lavoro è solo una delle tante leve che spinge un giovane a voler operare nel terzo settore. All’interno di questo trend c’è anche una maggiore conoscenza delle problematiche mondiali e una nuova coscienza professionale.

Fattore non trascurabile poi, è l’aspetto della retribuzione. I tempi dei volontari senza stipendio è ormai stata accantonata. Le ONG e gli Enti del Terzo Settore hanno infatti compreso che per svolgere lavori di qualità è necessario fare ricorso a figure professionali stipendiate o comunque retribuite.

Sono finiti i tempi in cui il volontario partiva, senza stipendio, armato solo della sua buona volontà, oggi i geometri senza frontiere scelgono di dedicare le loro competenze al mondo del terzo settore, ma lo fanno a fronte di un riconoscimento economico.

Quali sono le esperienze richieste per diventare un geometra senza frontiere?

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, oggi il volontario non parte più all’avventura. Oggi le persone che decidono di lavorare con il terzo settore sono professionisti altamente qualificati. Sono infatti medici, geometri, architetti, specialisti in social media marketing, commercialisti i professionisti che più di altri possono trovare spazio nel settore e partire verso Est Europa e Sudamerica. Prima di partire, il candidato deve sottoporsi ad un colloquio frontale dove verrà richiesto di documentare le eventuali esperienze pregresse in paesi in via di sviluppo, in ogni caso la candidatura va presentata solo se possono essere certificate delle esperienze professionali in Italia.

Come candidarsi per un impiego nel terzo settore?

Tutto parte dalla corretta compilazione del curriculum vitae, qui è importante segnare tutte le esperienze, anche (e sopratutto) quelle di volontariato, i viaggi, i campi di lavoro. Una volta ultimato il CV possiamo selezionare un numero n di ONG a cui inviare la nostra candidatura. NON inviate mai un curriculum senza prima studiare l’azienda. Per scoprire le ong italiane e fare uno studio preventivo ti invitiamo a scaricare gratuitamente l’elenco delle ong che trovate al termine dell’articolo.

Geometri senza frontiere: contratti e retribuzioni.

Se il progetto di volontariato per il quale vi state candidando è un progetto riconosciuto dal Ministero Affari Esteri il contratto che vi faranno sarà un contratto standard da volontari internazionali e ha validità di due anni, con copertura assicurativa e previdenziale e prevede uno stipendio mensile per il sostentamento che varia da paese a paese con ferie i viaggi pagati. La retribuzioni si aggira sulle 1000 euro.

Più interessanti sotto l’aspetto economico sono sicuramente le occasioni offerte dalle ong private che svolgono progetti “privati”. In questi casi i cooperanti possono ottenere un contratto di lavoro privato e riescono a portare a casa stipendi e retribuzioni fino alle 1700 euro.

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