martedì, Novembre 19, 2019
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Ambiente

Gli Arboricoltori chiedono il rinnovo del Bonus verde

Bonus Verde. Comunicato stampa congiunto della Società Italiana di Arboricoltura e dell’Associazione Arboricoltori

Gli Arboricoltori italiani chiedono il rinnovo del Bonus verde
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“Subito il rinnovo del Bonus verde, strumento fondamentale per contrastare la capitozzatura degli alberi” Il mondo dell’arboricoltura, attraverso la voce di Andrea Trentini, Presidente dell’Associazione Arboricoltori e di Andrea Pellegatta, Vice Presidente della Società Italiana di Arboricoltura, chiede a gran voce l’immediato rinnovo del bonus verde.

Le due associazioni, che in Italia raggruppano centinaia di professionisti ed aziende ma anche ricercatori, formatori e funzionari pubblici che si occupano per professione di alberi, si uniscono nel manifestare tutto il proprio disappunto rispetto ad una scelta, assunta del nuovo Governo, che rischia di avere pesanti ricadute sulla qualità del verde privato.

“Condividiamo le preoccupazioni che arrivano dal settore circa il mancato inserimento del bonus nel Decreto fiscale”, afferma Pellegatta. “Solo qualche giorno fa avevano appreso con entusiasmo della presenza, nel Decreto Clima, di fondi per la forestazione urbana, segnale di una sempre maggiore attenzione della politica e delle istituzioni nei confronti del verde e, quindi, di tutto il settore florovivaistico, che sempre di più è considerato strategico per il contrasto al cambiamento climatico e nelle strategie di adattamento ai suoi effetti negativi, soprattutto all’interno delle città”.

“Occorre però ricordare” continua Pellegatta, “che i finanziamenti del Decreto Clima ricadranno solo sulle città metropolitane, che sono solo 14 in tutto il Paese. Ad esempio, in Lombardia, dove gli effetti di inquinamento e cambiamenti climatici sono più che preoccupanti, l’unica città metropolitana è quella di Milano. Questo vuol dire che tutte le altre grandi città lombarde non potranno beneficiare dei progetti di forestazione del Decreto Clima. Senza sminuire l’importanza della forestazione delle città metropolitane, occorre però sottolineare che il Bonus verde, al contrario, è una misura che consente interventi diffusi di miglioramento del verde in tutte le città. Per questo andrebbe non solo rinnovato, ma anche reso più organico, ad esempio includendo tra gli interventi detraibili tutti quelli che migliorano le condizioni e la salute degli alberi già esistenti”.

“Il Bonus verde”, prosegue Trentini, “ha avuto l’importanza di sottolineare il collegamento tra la presenza di verde e dei suoi benefici alla necessità di professionalità in tutte le attività che riguardano la sua cura. Quello della professionalità per la cura degli alberi è un tema che, come associazioni, ci sta molto a cuore e sul quale ci battiamo da anni. E’ paradossale, infatti, che a fronte di una sempre maggiore attenzione per alberi e verde in genere per i benefici ambientali e sulla salute, siano ancora permessi, in ambito pubblico come anche in quello privato, interventi dannosi e improvvisati. Il Bonus verde è una misura che riconosce l’importanza della professionalità per la cura di alberi e verde, ed è per questo che lo troviamo necessario”.

“I cambiamenti climatici” sostiene Pellegatta “impongono strategie strutturali e non azioni una tantum. Pensiamo che il Bonus verde debba essere considerato a pieno titolo nelle strategie contro i rischi dei cambiamenti climatici e per questo dovrebbe essere reso strutturale e non legato solo alla legge di bilancio. Sui cambiamenti climatici non si può più scherzare ed occorre mettere in campo tutti gli strumenti disponibili. E l’aumento di verde, pubblico o privato che sia, purché ben curato, è sicuramente uno di questi strumenti, già disponibili e a poco costo rispetto ad altri interventi più complessi di cui si parla, ad esempio per il miglioramento dell’aria. Eliminarlo sarebbe un grave errore, anche per il contrasto al lavoro nero che per il settore è una vera e propria piaga e che si ripercuote anche sulla salute degli alberi oltre che sulle aziende che lavorano con professionalità rispettando le leggi” conclude Pellegatta.

“Gli alberi, in modo particolare” riprende Trentini, “sono spesso danneggiati da interventi di potatura sbagliati, la cosiddetta capitozzatura, che azzerano i benefici ecosistemici forniti alle città, come ad esempio la filtrazione di particolato, la riduzione delle temperature e la fissazione della CO2. Nel Bonus verde, con l’ampliamento a tutti gli interventi di cura degli alberi già esistenti, vediamo un aiuto concreto nel contrasto all’improvvisazione e alle pratiche dannose, come la capitozzatura, e per incentivare le buone pratiche di cura. Alberi sani grazie ad una maggiore professionalità, maggiori benefici per l’ambiente e la salute dei cittadini”.

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