lunedì, dicembre 10, 2018
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Ambiente

Rischio Radon negli Edifici: monitorare e intervenire con poche e semplici opere edili

Tutti scrivono cosa è, ma nessuno spiega cosa fare. Con la guida pratica scritta da Paola Allegri, libera professionista Esperto in Edificio Salubre, Presidente di Donne Geometra, potrete scoprire tutte le migliori soluzioni per rendere più confortevole e salubre la vostra casa e la casa dei vostri clienti!

Come eliminare il rischio radon! Guida pratica di Donne Geometra
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Negli ultimi anni, gli scienziati ambientali hanno espresso la preoccupazione che l’inquinamento dell’aria interna sia più pericoloso per la salute rispetto a quello esterno. I contaminanti provengono da colle, isolanti, pitture, vernici, materiali da costruzione, VOC, formaldeide, plastica, attività umane e da molte altre fonti.

Negli ultimi anni, un altro elemento critico ha colpito la sensibilità della comunità scientifica e di quella sociale: il radon.

Il radon è considerato dagli esperti ambientali come la seconda causa di cancro al polmone, dopo il fumo di sigaretta e secondo le agenzie ambientali negli Stati Uniti è generalmente considerato un rischio per la salute dalle persone. Gli esperti dicono che solo in Italia fino a 6.000 morti l’anno di cancro al polmone possano essere attribuiti alla presenza di Radon negli ambienti confinati, e ritengono che tale cifra possa aumentare. Sembra praticamente impossibile stabilire con certezza un livello di presenza di Radon che causa il cancro, in quanto funzione della sua concentrazione nell’aria, ma anche della durata dell’esposizione e della qualità dell’aria in genere, ma sembra che il rischio sia molto più elevato di quello di altri pericoli molto pubblicizzati come diossina, amianto, policlorobifenili (PCB) e discariche di rifiuti tossici.Rischio Radon negli Edifici: monitorare e intervenire con poche e semplici opere ediliIl radon è diffuso nell’ambiente, di solito in bassi livelli, ma recenti studi in alcune case nella Pennsylvania orientale e nel New Jersey occidentale hanno stupito gli scienziati che temono che la prevalenza di edifici con radon indoor oltre i limiti di sicurezza sia più elevata di quanto inizialmente creduto e potrebbe porre minacce per la salute in forma più ampia, in Italia la situazione è speculare. I prodotti di decadimento del radon (particelle alfa), hanno la capacità di mutare il codice genetico delle cellule bronchiali e indurre così la comparsa di neoplasie polmonari. Il gas di solito entra negli edifici ( case, scuole, uffici, palestre, case di cura, stabilimenti termali … ) dal suolo, attraverso crepe, lacune nei pavimenti o nelle pareti, giunti di costruzione, canne fumarie, vani scala, scantinati e tubature dell’acqua . I livelli sono solitamente più alti ai punti di entrata e diminuiscono ai piani più alti. Anche i materiali usati nelle costruzioni possono contribuire in modo importante alla concentrazione di questo gas negli edifici. L’EPA (United States Environmental Protection Agency), stima che ogni anno muoiano circa 21.000 persone per cancro polmonare attribuibile al Radon mentre sono 17.400 le morti causate da guida in stato di ubriachezza e solo 8.000 i decessi dovuti ad incidenti avvenuti fra le mura domestiche. Cifre inquietanti, che chiamano i tecnici delle costruzioni ad intervenire con monitoraggi e sistemi di risanamento. Sono attività e competenze nuove del settore edile nate dalle criticità degli edifici che sono state evidenziate dalla ricerca scientifica negli ultimi venti anni.

Come procedere per la misurazione del Radon

Fortunatamente, valutare la concentrazione di radon presente negli ambienti chiusi è facile: basta far eseguire dei monitoraggi e, qualora si dovesse riscontrare una concentrazione elevata, ridurne i livelli con tecniche talora anche molto semplici ed economiche. Necessaria premessa al monitoraggio è che la presenza di questo gas fluttua secondo le stagioni e pertanto il dato di attività del radon deve essere raccolto per un periodo di un anno. La strumentazione per la misurazione dell’attività del Radon può essere di tipo attivo o passivo, basata su rivelatori che hanno (o non hanno, nel secondo caso) bisogno di un’alimentazione. I primi consentono misure per tempi brevi e, attraverso la registrazione del segnale, anche la rilevazione dell’andamento nel tempo della concentrazione di attività del Radon, ma sono costosi e di non facile gestione, mentre quelli passivi hanno un prezzo modesto, dei quali i canister a carboni attivi ed i film a tracce sono letti da laboratori specializzati come le Agenzie Regionali Protezione Ambientale (Arpa) o l’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), mentre la lettura delle camere ad elettreti può essere fatta da tecnici qualificati come gli Esperti in Edificio Salubre che eseguono la misura. Le misurazioni possono essere fatte in tempi brevi ma, come detto prima, sono meno attendibili di quelle a lungo termine.

L’EPA raccomanda di testare tutte le case al di sotto del terzo piano per il radon e di procedere anche con il test nelle scuole, asili, palestre, case di cura e nei luoghi di lavoro. Qualsiasi edificio può avere problemi di Radon, pertanto ogni immobile in genere dovrebbe essere testato prima dell’acquisto o di un contratto di affitto, evitando eventuali responsabilità del venditore per il danno alla salute. L’azione di rimedio viene eseguita in fasi successive, che di solito consiste nell’apertura di alcuni fori per la ventilazione del vespaio o nella creazione di condotte di aerazione naturale nel sottosuolo, per poi proseguire, nel caso l’intervento non risulti soddisfacente aumentando il numero di fori o di condotte di ventilazione, oppure preferire l’applicazione di un certo numero di aspiratori per la depressurizzazione. Per le rilevazioni a lungo termine, il “dosimetro” viene posto in sedi individuate dai tecnici e specifiche per ogni ambiente e fornirà una lettura che indica il livello medio del gas durante l’anno.

L’EPA raccomanda un protocollo operativo per la rilevazione:

  • Passo 1_ Eseguire un test fai da te a breve termine. Se il risultato è 4 pCi/L o superiore, ovvero a 148 Bq/mc occorre procedere con un test follow-up per essere sicuri. Le concentrazioni di Radon negli Stati Uniti sono misurate in picocurie per litro di aria (pCi/L) corrispondente a 37 Bq/mc circa.

  • Passo 2_ Follow-up con un test a lungo termine o un secondo test a breve termine: per una migliore comprensione del livello medio di radon tutto l’anno, fare un test a lungo termine; se è necessario conoscere i risultati rapidamente, si procede con un altro test a breve termine.

Maggiore è il risultato iniziale del test a breve termine, maggiore è la certezza di dover eseguire un test di follow-up a breve termine piuttosto che a lungo termine. Se il primo risultato del test a breve termine è più del doppio del livello di azione 4 pCi / L di EPA ( a 148 Bq/mc), è necessario eseguire immediatamente un secondo test a breve termine.

  • Passo 3_Se si è eseguito un test a lungo termine ed il suo risultato è a 148 Bq/mc occorre intervenire con opere edili.

Per il monitoraggio è indispensabile seguire tutte le indicazioni riportate nella confezione del dosimetro e nello specifico:

  • chiudere le finestre e le porte esterne e mantenerle così per la durata del campionamento;

  • utilizzare ventilatori del sistema di riscaldamento e di climatizzazione per garantire agli ambienti un ricircolo di aria;

  • non utilizzare in nessun modo ventilatori o altri macchinari che introducono aria dall’esterno;

  • durante il test possono essere utilizzati ventilatori che fanno parte di un sistema di riduzione del radon o piccoli ventilatori di scarico che funzionano solo per brevi periodi di tempo.

Se si effettua un test a breve termine della durata di soli 2 o 3 giorni, assicurarsi di chiudere le finestre e le porte esterne almeno 12 ore prima di iniziare il test. Non si dovrebbero condurre test a breve termine della durata di soli 2 o 3 giorni durante tempeste vigorose o periodi di forti venti. Il “dosimetro” per il test deve essere collocato al livello più basso della casa (ad esempio, il seminterrato se è usato frequentemente, altrimenti il primo piano). Dovrebbe essere messo in una stanza che viene utilizzata regolarmente (come un soggiorno, taverna, sala giochi o camera da letto) ma non nel vano cucina o il bagno. Il “dosimetro passivo” C-39 va posizionato almeno a 50 cm sopra il pavimento e in un luogo in cui non sarà spostato o manomesso, lontano da correnti d’aria, dal calore elevato, dall’eventuale umidità elevata e distante dalle pareti esterne. Una volta terminato il test, il pacchetto va richiuso e inviato al laboratorio per l’analisi. Di solito i risultati sono pronti in poche settimane. Ogni qualvolta il fabbricato si trovi in una zona a rischio (in Italia le Regioni esposte sono molte come è possibile vedere nell’infografica che trovate al termine dell’articolo), oppure le mura sono di materiali come tufo o granito e le pareti sono realizzate con pietre piccole e il materiale è sgretolato dal tempo, si suggerisce il monitoraggio. Gli acquirenti e gli affittuari di case sempre più spesso chiedono informazioni sui livelli di radon prima di acquistare o affittare l’immobile. Poiché in caso di vendita o di locazione i tempi sono molto brevi, si suggerisce di munirsi di una attestazione con i dati della rilevazione mettendola così subito a disposizione degli interessati. In una casa di nuova costruzione è molto semplice prevedere l’isolamento del fabbricato dal suolo con casseri disponibili sul mercato, mentre per gli edifici esistenti è possibile adottare tecniche di mitigazione, che consistono in semplici accorgimenti o interventi che riducono l’ingresso del radon nell’edificio e/o ad aumentare il ricambio dell’aria interna attraverso l’immissione di aria esterna.

Normativa di Riferimento

La DIRETTIVA 2013/59/EURATOM DEL CONSIGLIO del 5 dicembre 2013 stabilisce le norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti. In Italia la norma, che parte dall’Unione Europea è stata recepita in molte Regioni. La Regione Puglia ad esempio con la L.R. 36/2017 ha emanato le norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas “radon in ambiente chiuso”, imponendo a tutti gli edifici strategici di cui al DM 14/01/2008 e destinati all’istruzione, compresi gli asili nido e le scuole materne nonché per gli edifici esistenti ed aperti al pubblico (sono esentati dagli obblighi di misurazione i locali a piano terra con superficie non superiore a 20 mq, salvo che in virtù di collegamento strutturale con altri locali non derivi il superamento del limite dimensionale previsto per l’esenzione, purché dotati di adeguata ventilazione) di procedere ad avviare le misurazioni delle concentrazione di gas radon su base annuale entro e non oltre 90 giorni dall’entrata in vigore della legge. Per tali edifici l’obbligo è valido se i locali sono ubicati a piano terra, interrati e seminterrati. Al termine della campagna di monitoraggio dovranno essere trasmessi gli atti, entro un mese, al comune interessato ed all’ARPA Puglia. In caso di mancata trasmissione delle misurazioni entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il comune provvede a intimare con ordinanza la trasmissione delle misurazioni svolte, concedendo un termine non superiore a 30 giorni, pena la  sospensione  della certificazione di agibilità. Situazioni analoghe sono presenti in altre Regioni. Vista la pericolosità del Radon è consigliabile intraprendere iniziative di monitoraggio individuali e suggerirle alla gente.

Italia RadonMap ISS

Paola Allegri libera professionista Esperto in Edificio Salubre.

Iscritta all’Albo Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati, con laurea magistrale in ingegneria civile è Presidente Nazionale degli Esperti in Edificio Salubre – Associazione Nazionale “Donne Geometra”.

Mail: paolaallegri@libero.it

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