giovedì, Maggio 30, 2024
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Ambiente

Al via il riordino della normativa per il riuso delle Terre da Scavo

Nuove regole in arrivo per il riutilizzo e riuso delle terre da scavo. Approvato dal Consiglio dei Ministri del 6 novembre il Dpr sul Regolamento recante la disciplina semplificata

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Nuove regole in arrivo per il riutilizzo e riuso delle terre da scavo. Approvato dal Consiglio dei Ministri del 6 novembre scorso il decreto del Presidente della Repubblica sul Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione e del riuso delle terre e rocce da scavo, così come previsto dall’articolo 8 del decreto legge Sblocca Italia.

“ L’obiettivo” come si legge nella relazione illustrativa “è quello di semplificare l’intera disciplina vigente, riducendola ad un unico testo, integrato, autosufficiente e internamente coerente”.

La materiadel riuso delle Terre da Scavo, oggetto di recenti e molteplici interventi susseguitisi a breve distanza l’uno dall’altro, è attualmente disciplinata dal DM 161/2012, che stabilisce norme dettagliate da rispettare per poter reimpiegare i materiali provenienti dai cantieri. Disposizioni che tuttavia risultano essere troppo onerose e complesse per essere applicate ai piccoli cantieri, tanto da scoraggiarne sovente l’impiego.

Per questo motivo ANAEPA-Confartigianato Edilizia, ha richiesto a più riprese una modifica della norma per i piccoli cantieri ( con la definizione di piccoli cantieri vengono definiti quei cantieri al di sotto dei sei mila metri cubi di materiale escavato ndr ), vista e considerata anche la vigenza di un rimando di legge ad un successivo decreto ( rimando di legge mai emanato ndr ) recante specifiche procedure semplificate (art. 266 comma 7 del Codice dell’Ambiente, d.lgs. 152/2006). In seguito, il decreto 69/2013, con il comma 2 dell’art. 41, ha limitato l’applicabilità del DM 161/2012 ai cantieri di grandi dimensioni.

 

Il nuovo Dpr, che ridisegnerà la disciplina in materia di riuso di terre e rocce di scavo, prevede, tra le novità positive, l’eliminazione dell’obbligo di comunicazione preventiva per ogni trasporto all’Autorità competente. Dopo il via  libera del Governo, il testo dovrà essere sottoposto a consultazione pubblica di 30 giorni e le eventuali osservazioni pervenute saranno pubblicate sul sito del Ministero dell’Ambiente nei successivi 30 giorni.

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