lunedì, dicembre 10, 2018
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Attualità

21 casi di tumore in un condominio legati ai fattori ambientali

I Geometri Esperti in Edificio Salubre nominati dalla Procura risolvono il giallo del Palazzo della morte di Bari via Archimede con una attività peritale a tutto campo.

21 casi di tumore in un condominio di Bari legati a fattori ambientali
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Che gli ambienti confinati possano mettere a rischio anche la sopravvivenza degli stessi abitanti era noto già dagli anni ’80, viste le prese di posizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità su questo tema. La presenza di decine di migliaia di nuovi composti chimici, immessi nell’ambiente o presenti nelle costruzioni, di cui si hanno conoscenze ancora parziali sui loro effetti sulla salute costituiscono una minaccia per l’uomo. Nei tempi recenti, anche in Italia si è acceso l’interesse sulle tematiche legate agli edifici in relazione alla salute degli occupanti, visto che sono in aumento molte patologie anche mortali. Un fenomeno ampiamente riscontrato negli Stati Uniti e molti Paesi Europei, già dagli anni ’70. Ciascun tecnico, sa che già agli albori della normativa igienico-sanitaria, dal R.D. del 27 luglio 1934, n. 1265 -Testo Unico delle Leggi Sanitarie (T.U.L.L.S.S.) era previsto che “i progetti per le costruzioni di nuove case, urbane o rurali, quelli per la ricostruzione o per la sopraelevazione o per la modificazioni, che comunque possono influire sulle condizioni di salubrità delle case esistenti, debbono essere sottoposti al visto del sindaco, che provvede previo parere dell’ufficiale sanitario e sentita la Commissione edilizia (…).”. Tale normativa dal 1934 è rimasta immutata fino ai giorni nostri quando il 6 giugno del 2001 veniva alla luce il D.P.R. n.380 (Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) che abrogando il suddetto articolo, ha chiamato il proprietario e il direttore dei lavori alla responsabilità di sottoscrivere il certificato di agibilità, un documento che attesta la vivibilità dell’immobile che si è costruito o acquistato, che contiene anche indicazioni sulle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico dell’edificio dove si trova l’immobile, le condizioni di sicurezza di tutti gli impianti installati nell’immobile, la conformità dell’immobile al progetto di costruzione. A novembre del 2016 il D.lgs. n. 222  – conosciuto anche come decreto SCIA 2 – è intervenuto a modificare la disciplina di questo importantissimo certificato. Tale certificato di agibilità va presentato per tutti gli edifici che vedranno una presenza umana, che si tratti di immobili destinati ad uso abitativo, o ad attività produttive.

Un passaggio di consegne, quello dal medico sanitario ai tecnici e proprietari, che ha caricato di responsabilità i tecnici delle costruzioni, che oggi sono chiamati anche alla verifica dei materiali, all’accertamento della natura e bontà del suolo, delle distanze dalle aree caratterizzate dalla presenza di siti di smaltimento di rifiuti pericolosi, dalla presenza di situazioni insalubri come ad esempio i ponti termici, che possono incidere sulla salubrità e igiene dell’edificio e quindi sulla salute degli occupanti, ecc. Una analisi dettagliata, che deve tener conto di tutti quei fattori ambientali e delle caratteristiche costruttive che possono influire negativamente sulla salute delle persone, anche in risposta all’indirizzo giurisprudenziale consolidato che rimarca come: “il diritto alla salute comprende anche il diritto ad abitare e soggiornare in un ambiente salubre, privo di fattori anche solo potenzialmente pregiudizievoli e lesivi all’integrità psichica e fisica dell’individuo. “(Cass. 18247/2014), in linea alla Costituzione Italiana che riconosce il diritto alla salute definendolo un diritto fondamentale dell’individuo.

Su questo scenario si è mossa la vicenda che ha visto come protagonisti i condomini di una costruzione della fine degli anni settanta. Queste persone, dopo alcuni anni dal loro insediamento, hanno visto un impressionante aumento nelle diagnosi di tumori. Caratteristica di questa tragica escalation è stata di riguardare un ampio spettro di neoplasie, alcune delle quali anche piuttosto rare, ma soprattutto di essere limitata ad una sola costruzione. La frequenza è risultata circa quadruplicata rispetto alla provincia in cui risiedevano questi condomini.

Dopo diverse segnalazioni, accertamenti elettromagnetici  e del gas Radon nella costruzione da parte degli Enti locali, è stata aperta un’inchiesta e affidata la consulenza tecnica ad un medico e a due geometri Esperti in Edificio Salubre, che avvalendosi degli specialisti di laboratorio di una Agenzia Regionale di Protezione Ambientale, hanno eseguito un sopralluogo e prelevato campioni di acqua, eseguito rilievi, scavato, carotato, asportato pezzi di intonaco sia all’interno che all’esterno dell’edificio.

È stata compiuta una verifica a tutto campo, una ricostruzione fedele dei luoghi dal momento dell’edificazione del fabbricato e un esame di tutti i progetti, le autorizzazioni, i computi metrici, i pareri igienico-sanitari.

E così tra misure, verifiche, rilievi e analisi si è accertato che gli occupanti degli alloggi del Condominio sono stati i soggetti più esposti rispetto a quelli degli immobili limitrofi, alle “condizioni di inquinamento ambientale e sanitario”, da ascrivere verosimilmente ad inquinanti ambientali, emessi o rilasciati nel tempo da una imponente discarica presente in zona. Gli accertamenti tecnici sul palazzo hanno consentito di individuare infatti sugli intonaci esterni la presenza di una diossina (OCDD), stabile e non pericolosa di per se, ma associata a dei fumi di combustione. La situazione è diventata critica per gli occupanti degli alloggi sul fronte della discarica, che insisteva a circa 300 metri dalla costruzione, nei periodi più caldi, vista la necessità di tenere aperte le finestre. Questa necessità di ventilare le abitazioni, unita alla direzione del vento che dal pomeriggio alle prime ore del mattino spirava nella direttrice discarica-costruzione, hanno favorito l’ingresso degli inquinanti nelle abitazioni ed il conseguente assorbimento di composti altamente reattivi e cancerogeni da parte degli abitanti. Dopo alcuni anni di accumulo si sono evidenziate le prime malattie. Il quadro epidemiologico degli occupanti dell’edificio richiama fortemente a quello riscontrato nelle aree della cosiddetta Terra dei Fuochi di cui al Rapporto 15/27 dall’Istituto Superiore di Sanità.Vista la situazione igienico-sanitaria della zona e la presenza di un così vasto e differenziato ingombro di rifiuti, della più varia specie e natura, che causano solitamente effetti negativi per l’ambiente, quali l’inquinamento delle acque superficiali, delle acque sotterranee, del suolo e dell’atmosfera, il degrado del paesaggio, l’emissione di odori e polveri, la presenza di animali, l’insorgere di un potenziale rischio per la salute dei cittadini, nonché più in generale per l’ambiente complessivamente considerato e la salute delle persone, sarebbe stato opportuno provvedere, prima di ogni autorizzazione ad edificare, alla bonifica e/o al recupero ambientale delle aree stesse, oppure individuare siti più idonei per realizzare immobili a destinazione abitativa, nell’interesse della salute della collettività, come stabilito dalla Costituzione, dal C.C. e dalla normativa igienico-sanitaria all’epoca della costruzione vigente (Regio Decreto n. 1265/34 – Regio Decreto n. 1265/34).

Poiché l’attività degli Esperti dell’Edificio Salubre non è intesa in senso restrittivo, la perizia ha evidenziato presenza di muffa su muri e soffitti degli appartamenti ai piani più elevati, con prevalenza nella zona notte, riconducibili ad alcune infiltrazioni provenienti dal lastrico solare, ad un insufficiente isolamento termico delle pareti, dai muri, travi e pilastri rivolti all’esterno e non perfettamente coibentati (ponti termici). Tali difetti costruttivi (riportati sulla perizia) sono stati amplificati da una errata gestione degli immobili, prima fra tutte la insufficiente ventilazione degli ambienti. La muffa e le sue spore sono pericolose per la salute, possono causare danni permanenti ed invalidanti all’apparato respiratorio e al sistema nervoso, nel 2009 l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in collaborazione con la World Health Organization, ha rilasciato ulteriori indicazioni nelle linee guida per la qualità dell’aria indoor, nelle quali sono dichiarati gli effetti immunodepressivi, citotossici e neurotossici oltre che allergenici delle muffe.

Questa attività peritale è uno spunto per stimolare il corpo dei geometri professionisti e di tutti i tecnici ad ampliare il bagaglio tecnico-conoscitivo dei tecnici delle costruzioni ( ingegneri, architetti, geologi, periti edili, ecc) per far fronte a tematiche dell’edilizia dai pesanti risvolti sulla vita della nostra comunità, vista la relazione tra la salute dell’uomo, l’inquinamento indoor e outdoor. Questa rete fatta di tecnologia e conoscenza multidisciplinare si identifica nella figura dell’Esperto in Edificio Salubre: una nuova competenza nata in seno al Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati, che ha pianificato una formazione apposita per gli iscritti grazie al progetto da anni messo in campo dall’Associazione Nazionale Donne Geometra – Esperti Edificio Salubre.

Per informazione sui Corsi per i Tecnici Esperti in Edificio Salubre scrivete a: info@tecnicieprofessione.it

Valentina Ferrotti, Geometra libero professionista, Esperto di Edificio Salubre

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