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Attualità

Settore delle costruzioni: negli ultimi mesi registrata un lieve miglioramento

Il settore delle costruzioni a luglio 2015 registra, al netto della stagionalità, un incremento dello 0,3% rispetto al mese precedente

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Il settore delle costruzioni a luglio 2015 registra, al netto della stagionalità, un incremento dello 0,3% rispetto al mese precedente, che segue due mesi consecutivi di calo; la crescita congiunturale è più contenuta della media Uem (+1,0%). In Italia persiste un calo della produzione dell’1,5% nella media del trimestre maggio-luglio 2015 rispetto ai tre mesi precedenti.

L’indice corretto per gli effetti di calendario a luglio 2015 è diminuito in termini tendenziali dello 0,6% mentre in Eurozona si registra una crescita dell’1,8%; in Italia nei primi sette mesi del 2015 il settore delle costruzioni registra un calo del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2014.

Il debole segnale di inversione della congiuntura deve consolidarsi prima di poter parlare di ripresa del settore delle costruzioni che dallo scoppio della crisi del debito sovranom a cui è seguito l’innalzamento dei tassi di interesse e della tassazione immobiliare e una pesante riduzione della domanda immobiliare, ha perso 330.600 occupati; nello stesso periodo (2011-2015) il resto dell’economia ha registrato una crescita dell’occupazione di 114.500 unità.

Il quadro tendenziale della finanza pubblica pubblicato nella Nota di aggiornamento del DEF 2015 varata venerdì scorso indica il persistere del basso profilo della domanda pubblica, con investimenti fissi lordi che rimangono costanti al 2,3% del Pil nel triennio 2015-2016 per scendere al 2,2% del Pil nel biennio 2018-2019; la media 2014-2019 è del 2,3% del Pil, oltre mezzo punto in meno del 2,9% medio del periodo 2000-2013.

 

I dati analizzati riguardanti il settore delle costruzioni evidenziano la necessità e urgenza di politiche fiscali espansive capaci di sostenere la domanda nelle Costruzioni, un comparto che ha registrato una crisi senza precedenti per intensità e durata: a tal proposito va ricordato che – proprio mentre si profila una abolizione di IMU e Irap agricola – si calcola che i 330.600 occupati persi dalle costruzioni in soli 4 anni equivale agli occupati persi dall’agricoltura in 20 anni.

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