mercoledì, Ottobre 23, 2019
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Attualità

In arrivo una banca dati nazionale degli appalti per combattere la mafia

Un grande archivio nazionale per combattere le infiltrazioni mafiose negli appalti

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Finalmente tutte le regole che, da qualche anno, sono costantemente aggiornate per combattere le infiltrazioni mafiose negli appalti, trovano la loro naturale concretezza in una banca dati nazionale.

Un grande archivio costantemente aggiornato che, dal 22 gennaio prossimo, costituirà una nuova arma nelle mani dell’antimafia e che sarà operativa in tutta Italia.

Un archivio per tutelare la correttezza degli appalti su tutto il territorio nazionale e che a ben vedere sarà una vera e propria arma dalla doppia utilità:

Le aziende che intendono partecipare a agli appalti e sono obbligate a presentare la documentazione antimafia, non dovranno più rivolgersi alla Prefettura del proprio Comune, in quanto sulla banca dati sarà disponibile tutta l’informativa sui documenti necessari alla partecipazione

 

Le forze dell’ordine potranno giovarsi di un fondamentale strumento di indagine.

La banca dati nazionale sarà unica per tutto il territorio nazionale, e conterrà un archivio relativo a tutta la documentazione antimafia prodotta in Italia e sarà costantemente aggiornata con tutti i controlli e gli accertamenti che hanno ricevuto le singole imprese in appalti precedenti.

A rendere ancora più attendibile l’elenco sarà l’obbligo per ogni impresa di inserire la propria ragione sociale, il proprio codice fiscale e i documenti relativi al rischio infiltrazione mafiosa. La banca dati sugli appalti sarà inoltre collegata ad altri archivi telematici, tra cui i vari centri di elaborazione dati delle Prefetture, il database della DIA, gli archivi del Ministero della Giustizia e delle Camere di Commercio e, infine, l’Osservatorio per i contratti pubblici.

I lavori preparatori, partiti oramai alcune settimane fa, saranno ufficialmente conclusi nel corso della prossima settimana con la presentazione ufficiale.

Presentazione che chiude una sorta di cerchio di rinnovamento cominciato mesi addietro con i lavori per il nuovo codice degli appalti italiano, e che va nella direzione più volte indicata dall’unione europea con diverse direttive per unificare la procedure degli appalti.

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