sabato, Marzo 28, 2020
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Attualità

I Geometri, per bocca del loro presidente Maurizio Savoncelli, si dichiarano a favore della progettazione di qualità

In uno speciale edito da Il Giornale dell’Ingegnere, è stato pubblicato il punto di vista del Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli sulla progettazione di qualità!

I Geometri, per bocca del loro presidente Maurizio Savoncelli, si dichiarano a favore della progettazione di qualità
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I professionisti dell’area tecnica non si sono espressi favorevolmente sul nuovo dipartimento sotto il controllo dell’Agenzia del Demanio che, in attesa di un decreto attuativo che ne definirà il nuovo ruolo, dovrebbe occuparsi di progetti di manutenzione ordinaria e straordinaria, oltre alla riqualifica e alla progettazione degli interventi di realizzazione di beni ed edifici pubblici. In uno speciale edito da “Il Giornale dell’Ingegnere”, è stato pubblicato il punto di vista anche del Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli

“I geometri, come le altre professioni tecniche, hanno accolto con preoccupazione l’inserimento di questa struttura nel quadro normativo: ricondurre ad un unico soggetto la progettazione di beni ed edifici pubblici significa abbracciare una logica di standardizzazione che, per sua stessa natura, non potrà tenere conto di variabili fondamentali quali, ad esempio, le caratteristiche geomorfologiche, orografiche e idrografiche del territorio, unitamente alle esigenze di natura sociale. Una direzione diametralmente opposta a quella che conduce ad una progettazione di qualità, che pone il progetto al centro del processo”.

Con queste parole il Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli interviene nello speciale edito da “Il Giornale dell’Ingegnere” incentrato sul cambiamento previsto per la Centrale di progettazione dell’Agenzia del Demanio, introducendo una proposta “che va nella direzione di impiegare le risorse già stanziate nella definizione di una struttura di monitoraggio, capace di individuare le priorità di intervento sul territorio”.

Concludendo, aggiunge: “l’idea di assegnare allo Stato un ruolo di controllo sulle opere pubbliche non è nuova: era alla base dell’AVCP, l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici decaduta per effetto del Dl 90/2014, da più parti indicata come una delle cause del classico “ingorgo a imbuto” nella fase di controllo”.

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