venerdì, Febbraio 21, 2020
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Ambiente

Edilizia salubre per una vita più sana, a cura di Paola Allegri

Gli effetti dell'inquinamento indoor sulla salute sono noti ancora in parte, ma gli italiani che hanno iniziato a preoccuparsi della qualità delle loro case sono in crescita, come affermato da un nuovo sondaggio Doxa.

Edilizia salubre per una vita più sana: un articolo di Paola Allegri
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Gli effetti dell’inquinamento indoor sulla salute sono noti ancora in parte, ma gli italiani che hanno iniziato a preoccuparsi della qualità delle loro case sono in crescita, come affermato da un nuovo sondaggio Doxa.

I costi sanitari sono molto alti, basti pensare che solo in Francia secondo lo studio ANSES riferito al 2014, ha determinato la morte di quasi 20.000 persone. Carcinoma renale causato dall’inalazione di tricloroetilene, leucemia dovuta all’esposizione al benzene, carcinoma polmonare correlato al radon o al fumo passivo, avvelenamento da monossido di carbonio, malattie cardiovascolari prodotte dalla respirazione di particelle.

Nello Stato francese il costo di questa mortalità e il declino della qualità della vita dei malati ammonta a circa 18 miliardi di euro, a cui si aggiungono la perdita di giornate lavorate e rendimento scolastico, i costi di presa in carico delle cure, quelli legati alla ricerca, circa 20 miliardi di euro. Si noti che questi dati rappresentano solo una situazione parziale del fenomeno, infatti è una stima eseguita sulla base di solo sei inquinanti: benzene, tricloroetilene, monossido di carbonio, radon, particelle e fumo passivo.

Nelle nostre case ci sono diversi tipi di inquinanti di molte e varie origini, che hanno conseguenze altrettanto diverse sulla nostra salute. Gli agenti infettivi (batteri, virus, tossine) possono proliferare in alcune apparecchiature mal mantenute.

La muffa può portare a infezioni come l’aspergillosi invasiva. 

I Composti organici volatili o COV (formaldeide, solventi organici, eteri glicolici, idrocarburi …), si trovano in edifici nuovi o recentemente ristrutturati. Possono essere rilasciati da molti materiali: colle, vernici, prodotti per la pulizia, feltri, ma anche materiali cosiddetti “naturali” come il legno trattato. La maggior parte sono cancerogeni. Il piombo presente nelle vecchie pitture provoca anemia e danni irreversibili al sistema nervoso centrale, i ftalati contenuti nella plastica, causano disturbi riproduttivi. Determinati polveri emesse dai materiali contengono particelle dannose alla salute e l’amianto è solo la punta dell’iceberg.

Alcune attività come il fai-da-te, la cucina o le faccende domestiche emettono quantità significative di particelle e fibre che rimangono sospese nell’aria e compromettono lo stato di salute.

Il radon è un gas radioattivo naturale presente nel suolo e nelle rocce di tutto il mondo, è un cancerogeno polmonare definito per l’uomo e appartiene al gruppo I nella classificazione dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. La sua presenza dipende dalla natura del suolo e dal grado di confinamento del sito; penetra nelle case attraverso le canne fumarie, fessurazioni, vani scala, impianto idrico, intercapedini, cunicoli. Si consiglia sempre di eseguire dei monitoraggi con appositi dosimetri, reperibili anche online. Le varie leggi regionali.

Che hanno recepito la normativa nazionale sul Radon prevedono concentrazioni massime di 300 becquerel. In molte Regioni il superamento di questa soglia approva la sospensione del certificato di agibilità. Molti disturbi alla salute derivano da fonti di umidità: doccia, cucina, servizi igienici, danni causati dall’acqua.

L’umidità non è direttamente inquinante, ma favorisce la proliferazione di muffe e acari, che sono pericolosi non solo per l’uomo, ma favoriscono anche il degrado della struttura. Le case stanno diventando sempre più isolate, il che è un’ottima notizia per i nostri costi energetici, ma penalizza il ricambio dell’aria interna, che si ripercuote sulla salute delle persone. Nel settore dell’edilizia, le sostanze pericolose si trovano in un numero molto elevato di prodotti: mobili, schiuma isolante, lacche, colle, vernici, resine, pittore, intonaci, legno trattato, pavimenti, parchettatura, nell’impiantistica, ecc. In determinate condizioni, hanno la proprietà di volatilizzarsi nell’aria ambiente e quindi di danneggiare la salute.

Ad esempio, la vernice, che è costituita principalmente da pigmenti, leganti, spesso solventi e additivi dannosi, può contenere COV e metalli pesanti come il piombo.

Gli effetti sulla nostra salute possono essere immediati o a lungo termine (patologie croniche o malattie gravi). Dipendono dalla natura dell’inquinante e dalle quantità inalate, dall’età del soggetto, dalla sua vulnerabilità, dalle sue abitudini. Secondo l’Osservatorio della qualità dell’aria interna, ad esempio i francesi perdono in media 9 mesi di aspettativa di vita a causa dell’aria inquinata nelle loro case, fino a 13 mesi nei Paesi più inquinati secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità. Quando gli effetti sono immediati, possono causare disagio, disagio: irritazioni (di occhi, naso, gola), odore sgradevole, nausea, tosse, attacchi di asma, intossicazioni, asfissia.

Si noti che la polvere, a causa del suo potere irritante, amplifica la nocività di altri inquinanti. Vari disturbi (mal di testa, irritazioni della pelle e delle mucose oculari e respiratorie, difficoltà di concentrazione) sono spesso dovuti a fastidi causati dagli edifici e al deterioramento della qualità dell’aria interna. Questi disturbi sono indicati come sindrome dell’edificio malato. Alcune categorie di popolazione sono più esposte di altre: bambini, donne in gravidanza, anziani, malati (cardiaco, asmatico, bronchitico, insufficienza respiratoria).

A seguito di molti programmi e studi scientifici sull’Edilizia/Salute/Inquinamento Indoor è stata introdotta l’etichettatura obbligatoria dei materiali da costruzione e decorazione, il divieto di alcuni prodotti pericolosi, il monitoraggio della qualità dell’aria interna. Un nuovo modo di interfacciarsi tra i professionisti del settore edile e il mondo medico è una indispensabile strategia multidisciplinare che favorisce il miglioramento e la tutela della salute della popolazione.

E’ sempre bene controllare le etichettature del materiali, leggere i componenti, verificare la messa in opera e mettere in campo le istruzioni di sicurezza. Si consiglia sempre di non permettere alle persone di andare a vivere o affittare immobili subito dopo la chiusura del cantiere: quella è la fase di maggiore emissione. Influiscono sulla salute umana anche l’esposizione dell’immobile, il colore, l’illuminazione, l’acustica, con echi sulla sfera psichica e sociale.

Avvalersi di professionisti e imprese, che forniscono buone indicazioni e sono specializzati nella salubrità in edilizia è fondamentale per evitare danni alla salute, a volte irreparabili.

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