venerdì, settembre 20, 2019
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Attualità

Al via l’unione energetica europea.

Al via l'unione energetica europea: l'accesso all'energia nel vecchio continente sarà considerato un bene primario.

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Tracciata la strategia comunitaria che condurrà  all’unione energetica europea. La commissione Junker ha definito ufficialmente, in cinque diverse dimensioni programmatiche, gli obiettivi dell’Unione Europea riguardanti l’energia.

 

L’Europa punta su l’unione energetica europea

 

Attualmente il 55% dell’energia viene importata, il 90% del parco immobiliare europeo risulta inefficiente, le infrastrutture energetiche sono ormai desuete e non esiste ancora un mercato interno dell’energia.

 

Ecco i motivi che hanno spinto l’unione europea a ipotizzare la nascita di un unione energetica europea in grado di tutelare gli abitanti del vecchio continente e se necessario “alzare la voce” nei grandi diete mondiali.

E’ partita da queste riflessioni la discussione in seno alla Commissione Europea, che ha iniziato, lo scorso 4 febbraio, i lavori per la stesura definitiva del documento che raccoglierà tutte le proposte in materia di strategia energetica dell’Unione europea e che condurrà alla  definitiva nascita di un unione energetica europea.

L’Unione energetica europea, comporterà, tra le altre cose:

– una clausola di solidarietà: per ridurre la dipendenza da singoli fornitori potendo fare pieno affidamento ai paesi vicini, soprattutto in caso di perturbazioni dell’approvvigionamento energetico. Gli accordi conclusi dai paesi dell’UE per acquistare energia o gas da paesi terzi saranno caratterizzati da una maggiore trasparenza;

–  flussi di energia equiparati a una quinta libertà: la libertà dell’energia di attraversare le frontiere, applicando rigorosamente le regole attuali in ambiti come la separazione (unbundling) dell’energia e l’indipendenza dei regolatori, anche agendo in giudizio se necessario. Il mercato dell’elettricità sarà riorganizzato per renderlo più interconnesso, più rinnovabile e più reattivo. Gli interventi dello Stato nel mercato interno saranno sostanzialmente rivisti e i sussidi che hanno ripercussioni negative sull’ambiente gradualmente eliminati;

– l’efficienza energetica al primo posto: l’efficienza energetica sarà ripensata radicalmente e considerata una fonte di energia a sé stante, in grado di competere alla pari con la capacità di generazione; • una transizione verso una società a basse emissioni di CO2 costruita per durare: l’energia prodotta a livello locale, anche da fonti rinnovabili, dovrà essere assorbita nella rete in modo agevole ed efficiente; si promuoverà la leadership tecnologica dell’UE, sviluppando la prossima generazione di tecnologie dell’energia da fonti rinnovabili e raggiungendo una posizione di leadership nell’elettromobilità, mentre le imprese europee aumenteranno le esportazioni e saranno competitive a livello globale. 

Una decisione che va nella direzione espressa chiaramente oramai un anno fa dalla stessa Unione Europea con il documento Europa 2030

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