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Il futuro dell’edilizia sociale italiana: patto di ferro tra Federcasa e Fondazione Casa Lucca

La Fondazione Casa Lucca e Federcasa stringono un patto di collaborazione per individuare forme contemporanee e innovative per rispondere adeguatamente al fenomeno dell'emergenza abitativa e, in generale, al disagio abitativo per le famiglie in difficoltà.

 


Il futuro dell’edilizia sociale italiana: patto di ferro tra Federcasa e Fondazione Casa Lucca

Grazie alla firma sulla convenzione siglata giovedì 13 aprile a Palazzo Ducale, a Lucca, Federcasa e Fondazione Casa Lucca collaboreranno per i prossimi due anni, salvo eventuale rinnovo, con l'obiettivo di accrescere, all'interno dell'articolata e diffusa compagine associativa di Federcasa, l'offerta di servizi e strumenti per il miglioramento della qualità della vita e dell'abitare, ma anche per rafforzare vicendevolmente l'attività di Federcasa e della Fondazione Casa Lucca impegnata, a livello provinciale, ad aiutare sul fronte abitativo certe fasce di popolazione in difficoltà, per la perdurante crisi economica o per altri motivi contingenti.

“Federcasa è impegnata a costruire con i fatti proposte ai propri associati per migliorare gli aspetti gestionali dell’edilizia sociale italiana” commenta il presidente di Federcasa, Luca Talluri “Ma è anche chiamata, nel confronto istituzionale, a spiegare ai livelli decisori che l’edilizia sociale è tornata ad essere una priorità. Che non si può più perdere tempo in percorsi inefficaci o astratti. In tal senso abbiamo scoperto che in Toscana, a Lucca è nata da tempo e dalla volontà di un territorio una Fondazione Casa che per la sua natura e per la sua governance, rappresenta per noi un modello virtuoso. Oggi è il tempo di proporre un disegno di edilizia sociale nazionale dove le case popolari e l’housing sociale sono complementari. Da questo punto di vista il modello Lucca è un’eccellenza. Inoltre, in questa esperienza lucchese, è presente anche un elemento di dettaglio che riguarda le modalità e le finalità nel fare mediazione sociale che ci ha particolarmente convinti, tanto da chiedere alla dottoressa Alessandra Busato di FCL di coordinare il nostro Gruppo Nazionale di lavoro su questo tema. Federcasa ha maturato la consapevolezza che la storia infrastrutturale dell’edilizia sociale italiana ha necessità prioritaria di essere affiancata da nuove forme di gestione della persona e dei nuclei familiari. La sfida è la coesione sociale, la convivenza e la lotta alle marginalità partendo proprio dalle attenzioni per i cosiddetti esclusi”.

La collaborazione tra i due enti prevede forme di analisi e ricognizione delle esperienze sviluppate dagli associati di Federcasa, nell'ambito della mediazione sociale, ma anche la valorizzazione e la condivisione sulle buone pratiche presenti tra gli associati e la modellazione di sistema della mediazione, dell'accompagnamento all'abitare e della forma di “gestione condominiale”. E' prevista l'organizzazione di eventi di livello locale e nazionale con la divulgazione dei risultati del lavoro svolto, lo sviluppo di nuovi progetti in rete tra gli associati, nonché la promozione della costruzione di partenariati con i soci di Federcasa, stakeholder dei territori ed altri associati appartenenti alla rete Housing Europe, per la partecipazione ai bandi emessi dall'Unione Europea.

“Federcasa è impegnata a costruire con i fatti proposte ai propri associati per migliorare gli aspetti gestionali dell’edilizia sociale italiana” commenta il presidente di Federcasa, Luca Talluri “Ma è anche chiamata, nel confronto istituzionale, a spiegare ai livelli decisori che l’edilizia sociale è tornata ad essere una priorità. Che non si può più perdere tempo in percorsi inefficaci o astratti. In tal senso abbiamo scoperto che in Toscana, a Lucca è nata da tempo e dalla volontà di un territorio una Fondazione Casa che per la sua natura e per la sua governance, rappresenta per noi un modello virtuoso. Oggi è il tempo di proporre un disegno di edilizia sociale nazionale dove le case popolari e l’housing sociale sono complementari. Da questo punto di vista il modello Lucca è un’eccellenza. Inoltre, in questa esperienza lucchese, è presente anche un elemento di dettaglio che riguarda le modalità e le finalità nel fare mediazione sociale che ci ha particolarmente convinti, tanto da chiedere alla dottoressa Alessandra Busato di FCL di coordinare il nostro Gruppo Nazionale di lavoro su questo tema. Federcasa ha maturato la consapevolezza che la storia infrastrutturale dell’edilizia sociale italiana ha necessità prioritaria di essere affiancata da nuove forme di gestione della persona e dei nuclei familiari. La sfida è la coesione sociale, la convivenza e la lotta alle marginalità partendo proprio dalle attenzioni per i cosiddetti esclusi”.

 

Il Presidente di Fondazione Casa Lucca, Carlo Lazzarini ritiene che la firma della convenzione sia “un’occasione importantissima di collaborazione strategica pubblico-privato sulle politiche socio abitative. Questa consentirà non solo di migliorare i servizi esistenti, ma anche e soprattutto, di sperimentare e attuare nuove politiche integrate che mettano al centro la qualità della vita e dell’abitare delle persone facendo riferimento all’unità essenziale del condominio come luogo di sviluppo dove far atterrare questi servizi. Sono felice e orgoglioso che il lavoro di anni fatto in Fondazione abbia trovato l’attenzione e la possibilità di sviluppo in termini di sistema, da parte dell’ente che rappresenta la quasi totalità dell’edilizia sociale”, dimostrando serietà e professionalità dell’esperienza lucchese, grazie al buon lavoro svolto dallo staff che collabora insieme a me in FCL”. Sono certo che FCL e tutto il territorio lucchese con i soggetti che costituiscono la governance della nostra Fondazione, dimostreranno di cogliere questa opportunità di crescita contribuendo all’ideazione di modelli di politiche socio-abitative coerenti con le sfide che provengono dalla società”.  






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