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Iscrizione al registro antimafia per le imprese impegnata nella ricostruzione post sisma

Il Ministero dell’interno ha predisposto le modalità per l’iscrizione all’Anagrafe antimafia pertinenti alle aziende interessate a partecipare agli interventi di messa in opera e ricostruzione nei territori del centro Italia colpiti dal terremoto degli ultimi tre mesi.

 


Iscrizione al registro antimafia per le imprese impegnata nella ricostruzione post sisma

Il Dicastero ha predisposto uno specifico modello di domanda per l’scrizione all’Anagrafe degli esecutori per la ricostruzione con una circolare annessa di spiegazione. Il testo predispone ciò che è previsto dall’art.6 del  Decreto Legge 186/2016  obbliga gli operatori economici interessati a partecipare alla ricostruzione sia pubblica che privata, nei territori colpiti dal Sisma, ad essere iscritti all’Anagrafe antimafia. Viene quindi evidenziato che tutte le imprese coinvolte ai lavori di ricostruzione nei Comuni del sisma nonché interessate  a voler partecipare a servizi e forniture per gli stessi devono scrivere via P.E.C., alla Struttura di missione al seguente indirizzo di posta elettronica: strutturamissionesisma@pec.interno.it. La richiesta deve essere corredata da autocertificazione che indichi l’assenza di motivi ostativi inerenti all’antimafia. Il documento del Ministero specifica che questa agevolazione è data per garantire gli interventi di immediata riparazione atti ad agevolare il rientro dei cittadini nelle unità immobiliari colpite da danni lievi.

Si evidenzia che Vasco Errani, Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione, ha intanto pubblicato le ultime 4 ordinanze pertinenti alle direttive per gli interventi atti alla ricostruzione post-sisma di seguito elencate:

  • l’ordinanza numero 3, che definisce la lista dei Comuni con maggior danni agli immobili;

  • l’ordinanza numero 4, che definisce i metodi per e il programma per la riparazione immediata di edifici di immobili ad uso abitativo e produttivo danneggiati gravemente dal terremoto degli ultimi tre mesi e ora inagibili;

  • l’ordinanza n. 5, che  descrive la delocalizzazione temporanea ma subito fruibili di fienili, stalle e depositi e fienili dichiarati non fruibili e danneggiati dal sisma;

  • l’ordinanza n.6, che va ad attuare l’assunzione di personale a tempo determinato di personale tecnico ed amministrativo fino a un massimo di 350  unità(DL 205/2016)  al fine di riuscire a lavorare il grosso flusso di procedimenti burocratici che i Comuni colpiti dal sisma si trovano a dover rendere operanti immediatamente con la seguente ripartizione:

  • 6% alla Regione Abruzzo;

  • 16% alla Regione Lazio;

  • 16% alla Regione Umbria;

  • 62% alla Regione Marche.






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